giovedì 1 gennaio 2009

Articolo scritto in occasione dell'inaugurazione del Centro

Inagurazione e benedizione del Centro Sociale e Pastorale
Il giorno 17 febbraio del 2008 ho avuto l’allegria di presiedere la santa Messa e benedire il Centro di Pastorale e Sociale del nostro Convento e parrocchia di Santo Domingo de los Colorados. La mia presenza in quella circostanza - sebbene non programmato - fu un vero dono del Signore; infatti visitavo Equador per altri impegni ma mi fermai lí, venendo a conoscenza di questa celebrazione. Ho fatto la bella esperienza di visitare, insieme con fra José, Fra Vicente e l’animatore del progetto, fra Marco - a cui si deve molto per la nascita di questa nuova iniziativa dei nostri frati in Equador - le famiglie dei bambini ammessi al Centro di appoggio scolare,
Bisogno dire che la zona dove vivono i frati in Santo Domingo è molto povera e con molte carenze; si può dir senza esagerare che manca tutto: dai servizi igienici (acqua, fogne) ai pavimenti. Le persone vivono in case molto povere, piccole e condivise con altre famiglie. Visitare quella comunità fu per me una significativa esperienza: significò uscire dal lavoro di ufficio e andare dove stanno i poveri; sono ritornato molto edificato. In questa realtà chiama l’attenzione in numero molto alto di bambini, adolescenti e giovani che vivono in famiglia; di fatto una realtà che mostra la faccia del “ continente della speranza”.
Alle 10 del mattino del 17 febbraio la chiesa era piena di gente, sopratutto di bambini con i loro genitori, che erano venuti per celebrare l’inizio di una nuova speranza. Nell’omelia ricordavo alcuni aspetti importanti che sono degni di nota in questa nuova opera: il lavoro congiunto fra laici e frati; il Centro come una risposta della fede cristiana e della spiritualità francescana alla necessità dell’America Latina di mettere insieme evangelizzazione e progetti sociali.
Dopo la messa mi fecero la sorpresa di una bella festa popolare, dove si misero in risalto i valori culturali e folklorici dell’Equador. Una festa semplice, partecipata e accogliente, con molta musica, danze e opportunità di incontro di culture al momento del pranzo, dove si servirono cibo italiano e equatoriano. La convivenza con il gruppo che venne in rappresentanza dell’Associazione fu molto interessante sia per i frati che per la gente. La vicinanza e buona intesa si notava già nei pochi giorni che siamo stati insieme nel convento e anche nell’accoglienza della gente a questo gruppo.
Il mio grazie a tutti quelli che fanno parte dell’Associazione Alegría de vivir . Credo che si tratta di un progetto che non deve chiudersi qui, ma che deve crescere. Mi piacerebbe vedere lo la collaborazione con questi laici in molti altri progetti in Equador e America Latina. Come Assistente generale dell’Ordine, ho l’allegria di conoscere i 14 paesi dove siamo presenti, e sogna che un giorno l’Associazione arrivi anche in questi luoghi per collaborare con i frati.
Di tutto cuore la mia gratitudine e benedizione per tutti e ciascuno dei membri dell’Associazione Alegría de vivir.
Frei João Benedito Ferreira de Aráujo, OFMConv.
Assistente Generale per l’América Latina

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